Bodysurf

Il bodysurf è lo sport e l’arte di scivolare sulla cresta delle onde con il corpo, senza servirsi di alcun tipo di tavola. I bodysurfers sono tipicamente equipaggiati solo con delle pinne speciali che forniscono maggiore spinta e aiutano in tutte le manovre in acqua. Mentre le pinne sono praticamente indispensabili, si può fissare su una mano una piccola tavola chiamata handboard, handski o handplane che consente di controllare meglio la direzione e la posizione del corpo sull’onda.

Diffusione in Italia
Questa disciplina è poco conosciuta in Italia e spesso il nome viene interpretato come sinonimo del bodyboarding. Pratico il bodysurf dal 1994, quando ancora non sapevo come fosse chiamato nel mondo e che esistesse. Sfruttando le opportunità che oggi concede il web vorrei cercare di diffondere maggiormente in Italia la conoscenza di questa attività e conoscere altri surfisti come me, nati spontaneamente come fenomeno locale ispirato dalla natura.

bodysurf italia 1995

Nazzareno Picchianti alla spiaggia delle Cannelle all’Argentario – settembre 1995

Bodysurf all’Argentario
All’Argentario c’è un unico luogo dove si può fare surf. La spiaggia delle Cannelle si trova ai piedi dell’antica torre, è un misto di sabbia e ciottoli di varie dimensioni ma il fondale è sabbioso per un tratto abbastanza ampio, mentre la costa adiacente è rocciosa su entrambi i lati.
Date le caratteristiche del fondale e della spiaggia si riesce a scivolare per alcune decine di metri a seconda delle condizioni del mare. Le onde si alzano a sufficienza con mare almeno mosso dai quadranti sud-occidentali, situazione che implica il soffiare di venti persistenti e abbastanza intensi nel Tirreno centro-settentrionale.
Con il mare mosso la corrente di risacca spinge sulla costa a destra della spiaggia e quindi verso il largo.
Quando il mare è molto mosso entrare in acqua è un pericolo per la vita di chi non è esperto del luogo, di come affrontare le onde e in condizione fisica ottimale.

Alcuni racconti della gente di Porto Santo Stefano testimoniano che negli anni ’60, con la diffusione tra i giovani delle auto e delle prime Vespe e Lambrette, diventò un’abitudine per molti andare alle Cannelle con il mare grosso per farsi trasportare dalle onde “nuotando il più veloce possibile per riuscire ad aggrapparsi al ricciolo”.
A quei tempi nessuno aveva una tavola da surf, quindi si può dire che, analogamente a quanto è accaduto in molti casi nel mondo, il bodysurf è stato la forma più primitiva di surf anche nella mia terra.
Anche i miei amici e io iniziavamo a fare la stessa cosa negli anni ’90 ma in presenza di sportivi con surfboard e bodyboard. Credo però di essere stato il primo, e per adesso l’unico di questa zona, a pensare di migliorare il divertimento indossando delle pinne e a continuare a praticare il bodysurf con il passare degli anni spinto dalla passione per questo modo di vivere la natura.

Nazzareno Picchianti alla spiaggia delle Cannelle all’Argentario - gennaio 2016

Nazzareno Picchianti alla spiaggia delle Cannelle all’Argentario – gennaio 2016